Perché il dibattito rimanga (o sia) linfa vitale per il bisogno primario di giustizia, la BRIGATA SASSI si permette di fare delle osservazioni, a partire dallo scritto di Alberto Fazolo (di cui non si può che stimare il lavoro di scrittore, giornalista e militante instancabile).

La brigata ebraica adduce la motivazione del riposo, in quanto sabato, per non presentarsi in piazza il 25 aprile ma come giustamente sottolinea Fazolo “il 25 aprile è capitato di sabato anche nel 2020, 2015 e 2009” quindi siamo di fronte a una palese scusa (a cui, tra l’altro, siamo ormai tutti abituati).
Ciò che però è un dato incontrovertibile ed inevitabilmente da porre all’attenzione è che la brigata ebraica è un gruppo che, o perché convinto di appartenere a una razza pura di autoeletti, o perché frequenta sinagoghe e templi del talmud, o perché nati da madre ebrea e quindi vantanti diritti di nascita sulla Palestina, rientra nella categoria “ebrei”.
Ebrei a cui nessuno può impedire di essere tali!
I parallelismi si sprecano e sono a prova di stupido:
– se un suprematista sionista ebreo vi dicesse “non siete comunisti perché i comunisti sono solo quello che io penso che siano” voi come gli controbattereste?;
– direste mai a un palestinese o arabo o musulmano “non sei veramente quello che dici di essere, dovresti evitare di batterti per difendere chi per voi non spenderebbe un grammo di forza”?
Fazolo continua: “se invece ora i sionisti sono costretti a nascondersi dietro i fogli di un calendario, è perché i veri antifascisti hanno bloccato l’operazione revisionista della Brigata Ebraica”.
Se c’è una persona che può dirsi antifascista con vanto e merito sicuramente questa è Alberto ma non si può invece mettere la mano sul fuoco su tutti quei autoproclamatisi antifascisti che di azioni (e intenzioni) antifasciste non ne hanno mai fatte.
A meno che per essere antifascisti sia sufficiente comprarsi magliette e adesivi, partecipare a incontri organizzati da chi prende soldi da fondazioni sioniste o camminare a passo di marcia funebre a qualsivoglia manifestazione permessa dalla questura.
Quella definita come “Una grande vittoria dell’antifascismo, frutto di anni di lotta incessante” è una grande vittoria per lui e per i pochi come lui!
Infatti proprio grazie a Fazolo oggi esiste un libro che tolte alcune piccole cose non condivise (in merito alla terminologia descrittiva dei colpevoli dell’occupazione della Palestina e alla visione che esclude la religione dall’equazione genocidaria) è un gioiello che dovrebbe essere nello zainetto di ogni giovane che voglia essere un vero antifascista.
Si invitano quindi tutti a sostenere gli antifascisti come Alberto il 25 aprile a Porta San Paolo alle ore 8.