“SAI PERCHÈ NOI PALESTINESI SIAMO FAMOSI?”

Il liberal scrive: “Siamo morali lottiamo per i diritti civili, non vogliamo più antisemitismo ne’ attentati” 
Il suprematista ebreo come può ripete la stessa frase

Il liberal dice: “Abbiamo scritto del genocidio a Gaza, basta morti innocenti” 
Il suprematista ebreo appena può ripete la stessa frase

Il liberal dice: “Non si dice ebreo ma solo sionista”
Il suprematista ebreo questo non lo dice, ma anzi proprio grazie al liberal riesce a dire che lui è ebreo ed è sionista e che la sua colonizzazione abbia diritto di esistere senza se e senza ma perché gli ebrei hanno diritto di nascita nella terra dei palestinesi

Entrambi si comportano come coloni (o come difensori dei coloni) che si dirigono verso l’era dell’innocenza
Si purificano a vicenda rafforzandosi mutuamente 
Indipendentemente dall’identificazione, sono colonialisti strutturali e tutte e due le parti negano di esserlo 
Con il finto denunciare cercano di cancellare il loro passato fatto di silenzi complici e colpevoli
Tacere è d’obbligo fin quando non è comodo per tutti gli avvoltoi uscire dal nido e pasteggiare sugli oppressi

Queste figure vanno ad aggiungersi e a formare quella massa complice che poi si emoziona per attori, cantanti, politici e vip vari che, per avere più seguito, ora e solo ora, dicono qualcosa di edulcorato sul tema del momento ma sempre senza dire niente
E la cosa assurda è che lo fanno sempre in spazi concessigli dai sionisti, gli stessi che con un colpo al cerchio e uno alla botte fanno fessi quasi tutti e monetizzano persino con la finta lotta
Nessuno di quelli che rilascia interviste ai festival del cinema sta rinunciando a qualcosa
Nessuno di quelli che prima di un tour musicale o elettorale parla senza ne attitudine ne conoscenza a nome degli oppressi perderà veramente qualcosa
Altrimenti non parlerebbero e tornerebbero nel silenzio

Loro come i giornalisti liberal stanno ripulendo la coscienza e l’immagine degli stessi colpevoli che fino a ieri si sono arricchiti sulle spalle dei palestinesi e che oggi con qualche film concesso nel loro regno, persino premiato, raddoppiano il bottino

Chi usa la stessa retorica sionista di Francesca Albanese non fa altro che normalizzare la colonia ebraica e quindi rallentare la lotta decoloniale che sta facendo la resistenza palestinese
Questi personaggi permettono agli oppressori di prendersi applausi anziché fischi
Stiamo parlando di persone che nelle serate da premio non riescono ad andare oltre al 
“Il genocidio in corso a Gaza è un fatto”
“In Palestina è in corso un genocidio”

L’unico reale fatto è che tutti loro dicono una marea di parole vuote da copertina senza riuscire minimamente a elogiare la resistenza palestinese che gli sta permettendo di parlare
Ed è perché le loro parole non hanno un effetto reale che criticano chi utilizza un linguaggio pieno di passione e di voglia di giustizia
Censurare la rabbia e l’istinto che conserva la collettività significa non voler cambiare davvero questi schemi

Francesca Albanese non è un nome casuale 
Lo è in quanto il suo ruolo è quello dell’ordine internazionale basato su regole liberali, che consiste nel posizionare l’occupazione coloniale ebraica della Palestina come uno “Stato d’Apartheid in fuga” per proteggere la struttura coloniale ebraica e la struttura imperialista occidentale
La formazione dell’identità ebraica coincide con l’identità politica liberale e si potenzia ogni volta che qualcuno ripete a pappagallo qualcosa che rientra nel malefico mondo della retorica sionista che tutto questo ha creato
Il senso di autorità morale divina dei suprematisti ebrei è lo stesso dei paladini liberal ed è quello che fa avere la convinzione di essere presi di mira quando in realtà non succede
Quando sono loro a soffocare e privare gli oppressi della libertà di urlare rabbia e vomitare dolore
Così facendo si appropriano dell’altrui dolore dall’alto della loro torre d’avorio 

Il liberal dice: “Aumento dell’estremismo di destra”, 
Il suprematista ebreo dice: “Aumento dell’antisemitismo”

Vanno di pari passo e lo fanno per mascherare la complicità nel sistema imperialista-sionista 
L’obiettivo del sionismo liberale è quello di posizionare “israele” come Stato a sé stante e non come la colonia ebraica che è 
Lo fa per proteggere il colonialismo ebraico dei coloni, strutturato da funzione coloniale della borghesia europea e da progetto di collezionismo militare dell’Asia occidentale che occupa la Palestina.

Francesca Albanese quando parla di “israelizzazione” della società europea cosa intende?
Che gli ebrei stanno facendo cose da occidentali come gentrificazione, sfratto e furto di case attraverso il capitalismo coloniale? 
Come mai ha paura di chiamare “ebrei” i suprematisti ebrei, e usa invece “sionisti” o “israeliani”? 
Un “israeliano” è un colono ebreo che occupa la Palestina, e il sionismo è il colonialismo di insediamento ebraico in Palestina

Gli “israeliani” sono coloni ebrei invasori provenienti da tutto il mondo
La convinzione che “israele” non rappresenti gli ebrei è la convinzione sionista secondo cui “israele” non è un’occupazione coloniale di insediamento imposta dalle principali istituzioni ebraiche globali e dalla partecipazione ebraica
Il sionismo è un sistema di colonialismo ebraico intrecciato con l’identità ebraica e inseparabile dal diritto coloniale di occupare automaticamente la Palestina, determinato dall’identità ebraica e incentrato sulla supremazia ebraica

Come può formarsi “Israele” senza una grande partecipazione ebraica?
Sottolineare l’essenza ebraica del sionismo non assolve però tutti gli altri attori coinvolti visto che si tratta dell’imperialismo occidentale e del capitalismo coloniale
Ma il colonialismo di insediamento ebraico è stato creato da ebrei per gli ebrei prima che il termine “sionismo” si radicasse nell’imperialismo occidentale

L’idea che gli ebrei non abbiano nulla a che fare con il sionismo è l’idea che “israele” sia nato miracolosamente dal nulla per opera di un concepimento soprannaturale
Come si può essere decoloniali e antisionisti senza essere contro l’identità architettonica e infrastrutturale che materializza e attualizza l’occupazione coloniale ebraica della Palestina? 
“israele”, “israeliano”, e quindi “israelizzazione”, sono termini sionisti e si riferiscono a coloni ebrei, occupanti ebrei

Chi segue le varie Francesche Albanese senza riflettere arriva a credere che i coloni ebrei non siano “veri ebrei”
Ciò che viene spontaneo pensare, o comunque lecitamente dubitare, è che credano che gli ebrei, quelli veri (secondo questo schema) siano da considerarsi puri, dotati di una bontà innata e onnicomprensiva, di un atteggiamento vittimistico e di un’innocenza imperitura. 
Quindi, nonostante il colonialismo di insediamento ebraico abbia imposto un’occupazione ebraica, gli “israeliani” non sarebbero “veri ebrei” perché per esserlo dovrebbero possedere quelle caratteristiche?

L’altra faccia della supremazia ebraica è il suprematismo sistemico essenzializzato come “purezza assoluta” in Occidente, con vantaggi istituzionali, materiali, sociali, mediatici e politici, sostegno istituzionale, importanti reti di lobbying, influenza politica e protezione statale

Ecco perché, quando gli ebrei si schierano a favore del colonialismo di insediamento, inneggiano al genocidio e promuovono il sionismo, la reazione immediata non è rivolta al danno arrecato ai palestinesi
Pensano piuttosto a come ciò macchi la “purezza innata” dovuta alla supremazia ebraica, e quindi percepiscono un danno contro gli ebrei stessi
Il suprematismo della purezza morale nel contesto ebraico è il modo in cui l’eccezionalismo ebraico viene istituzionalizzato ed utilizzato per giustificare l’autorità sulle lotte e su come esprimere il dissenso

È così che gli ebrei mettono a tacere i palestinesi
Ed è così che i liberal mettono a tacere gli oppressi

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